Conversione a colori - II parte
Riprendo ancora, dal precedente articolo, l’invito alla conversione; per andare oltre il cuore, pensando al nostro modo di stare nel mondo e dentro l’itinerario del cammino di fede, di cui la Quaresima si esibisce come tempo favorevole.
Nel mondo la conversione è: scegliere di cambiare, è andare contro corrente, non cedere alle omologazioni, è chiamarsi fuori dall’indifferenza, è fare la cosa giusta, è obiezione di coscienza, è equità, è difesa ad oltranza dei deboli, è rifiutare ogni violenza, è essere per la legalità, è fare un sacrificio e una mortificazione per un bene più grande di altruismo e gratuità, è resistere alla mediocrità e al pressapochismo, è morire a sé stessi. Partecipiamo e condividiamo con dedizione!
Nella Fede conversione è soltanto stare davanti alla Croce, in ginocchio, e permettere al Dio Crocifisso di Amarci come vuole lui, lasciarci perdonare, imparare a perdonare, non lasciare che Cristo muoia da solo (in lui i crocifissi del mondo) perché CREDERE ha solo un corrispettivo equiparabile RIMANERE. Fermiamoci nell’umiltà, con gratitudine e nella lode.
Vivremo ogni domenica, insieme, l’Atto Penitenziale - inaugurato con l’imposizione delle ceneri - con l’offerta dell’Incenso ai piedi della Croce. Non si tratta di un procedimento accusatorio per muovere sensi di colpa, ma l’indice significativo di una volontà di rinascita, che è sempre dono di misericordia, che non asseconda una logica dello scarto e della dimissione, di ciò che in noi e attorno a noi, appare fragile e vulnerabile.
“Abbi pietà di me!”, rimane il miglior modo di assecondare l’invito dell’Apostolo Paolo alla comunità a cui è annunciato il Vangelo di Gesù: ” Lasciatevi riconciliare con Dio”